Territorio
Il Comune, attraversato dal Naviglio Grande, si trova a 119 metri sul livello del mare e dista 20 chilometri dal capoluogo provinciale. Il toponimo ha un'origine alquanto discussa, ma comunque latina, per cui si ritiene che il primo insediamento sia avvenuto in età romana. Il nome potrebbe infatti derivare da "viridis medium" cioè "in mezzo al verde", poi modificato in "Vermez". Questa ipotesi sarebbe avvalorata dal fatto che nel circondario, là dove sorge la Cascina del Conte, pare esistesse un tempo un "verderium" o "viridarium" cioè un verziere noto per la varietà delle piante coltivate. Molti nobili milanesi possedettero terreni e proprietà nel territorio di Vermezzo: ricordiamo i Del Conte, i Panigarola, i Visconti, gli Avogadro, ma la casata più rappresentativa fu quella dei Pozzobonelli, che già dal XIII secolo aveva acquistato una posizione di tutto rispetto tra gli altri proprietari. A partire dal 1500 le vicende di Vermezzo si differenziano progressivamente da quelle di Abbiategrasso. Esso fu ceduto quale proprietà feudale da Lodovico il Moro ad Ambrogio Varese di Rosate. Per due secoli, sino all'avvento della dominazione austriaca, Vermezzo appartenne soltanto ai Varese, che non lo cedettero perché la sua rendita era soddisfacente e la sua posizione, vicino al Naviglio ed alla strada ad esso parallela, permetteva un facile trasporto delle merci. Lo sviluppo del paese non fu favorito dalla sua posizione piuttosto isolata: infatti la costruzione di un ponte sul Naviglio che permettesse i collegamenti con la strada per Milano e Abbiategrasso avvenne solo all'inizio del 1900. Fino ad allora gli abitanti che dovevano oltrepassare il Naviglio avevano dovuto accontentarsi del tradizionale trasporto con la barca, unita all'altra riva da una robusta corda di canapa; per lo più i trasferimenti avvenivano a piedi lungo il Naviglio. La costruzione del Ponte in ferro, avvenuta nel 1903 scardinò questo tradizionale isolamento e portò al paese una ventata di novità. Dopo pochi anni infatti anche Vermezzo poté usufruire del tronco tranviario Milano-Corsico-Abbiategrasso e nel 1925 un centinaio di operai vermezzesi si recavano quotidianamente nelle fabbriche di Milano.
