Territorio
Turbigo

Il territorio di Turbigo, posto al limite occidentale della Lombardia, sulla sinistra del fiume Ticino, dista circa 40 km dal capoluogo di provincia. L'ambiente geografico è caratterizzato da una profonda piana alluvionale, su cui si innalzano tre terrazzamenti, i quali determinarono anticamente la formazione di due insediamenti "in costa", probabilmente lungo tratturi protostorici paralleli alla Valle del Ticino. Ancora pochi anni or sono vi si estendevano maestosi boschi di querce, castagni, betulle e pini silvestri. Turbigo è situato nel primo terrazzamento della Valle del Ticino, quindi in valle, in un territorio protetto dal Parco del Ticino, ammirato nei secoli per le bellezze ambientali.
Grazie alla propria conformazione idromorfologica, il paese può vantare due centri storici distinti: Turbigh in giò e Turbigh in sü, collegati da un'arteria principale - Allea Comunale - realizzata nel primo Novecento. Crocevia di arterie fluviali importanti, oltre al "fiume azzurro", vi scorre il Naviglio Grande che porta a Milano, l'imponente rete di canali e rogge. La recente riscoperta della via fluviale Locarno - Milano ha inserito Turbigo in una posizione qualificante.




Dimensione:
8,49 kmq

Popolazione:
7.475 abitanti al 10.11.05

Confini:
Nord: Castano Primo
Sud: Galliate
Est: Robecchetto
Ovest: Cameri


Le antiche presenze:

Turbigo è già citato in pergamene dei primi anni dopo i mille. Le importanti presenze storico-artistiche ne documentano la millenaria storia. L'antico castello documentato nel XIII secolo, la Villa Piatti-Tatti di impianto cinquecentesco, il Convento degli Agostiniani scalzi realizzato, come diceva il Parroco Pietro Bossi nel suo Cronichon "dopo gli anni disgraziatissimi della peste" (1630). A queste tre importanti presenze che segnano la vita nei secoli passati si aggiungono altre "presenze", come il Ponte Secentesco in pietra sul Naviglio Grande e le chiese.



I pregi architettonici:

IL CASTELLO: Edificato intorno ad una torre presumibilmente romana, porta lo stemma dei Visconti. Conquistato e parzialmente demolito nel '200, poi nuovamente ricostruito, nel 1591 è posseduto dal casato piacentino dei Landi. Il complesso si struttura attorno a un'ampia corte quadrata con ala porticata sullo sfondo, che presenta un cornicione a sguscio con oculi, dovuto ad interventi cinque-secenteschi atti a trasformare il castello in residenza signorile.
Attualmente si presenta in forme trecentesche grazie all'intervento di restauro attuato nel 1922 dall'architetto Carlo Bonomi di Turbigo. Il maniero, un tempo presidio strategico dei Visconti, è attualmente una residenza privata e non è visitabile. Per accedervi si può salire la ripida via della Chiesa, oppure la scenografica scalinata che da via Vittorio Veneto porta direttamente al terrazzamento. Da qui si gode un bel panorama su tutto il paese e il suo circondario. Notevole è il parco circostante, l'unica area verde nel centro del paese e rappresenta un'oasi felice per molti animali selvatici che al suo interno trovano un accogliente rifugio.

CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO: Uno dei monumenti più significativi di Turbigo; viene eretta fra il 1639 e il 1640. Costruita su modello della Chiesa del Gesù di Roma, com'è possibile ravvisare dalle due volute di raccordo angolare, presenta un generale schematismo nella facciata, a causa di difficoltà economiche incorse durante le fasi costruttive. Delle quattro cappelle originarie, due sole sono giunte fino a noi. dietro l'altarere è posta la botola di accesso alla cripta dei frati, da cui partivano una serie di passaggi ai sotterranei della chiesa, murati nel 1962. Davanti alle cappelle laterali si trovavano le botole che conducevano al cimitero del popolo.

VILLA TATTI: Nel centro storico del paese sorge Villa Tatti . Di probabile origine religiosa, la villa fu adattata a residenza civile solo nel XVII secolo. L'impianto della villa ad "u", risale al secolo scorso, quando furono aggiunte le ali laterali, di cui una terrazzata. L'ingresso della villa è contrassegnato da un portale seicentesco con fastigio ad edicola. All'interno, collocato nella parte ovest del complesso, si trova un camino cinquecentesco.

PONTE SUL NAVIGLIO GRANDE: Uscendo dal centro del paese, a poca distanza da Palazzo de Cristoforis, si trova il seicentesco ponte; si presenta a tre arcate in mattoni a vista. E' affiancato dai resti della vecchia dogana austriaca risalenti alla fine del 1700.



I luoghi di pregio ambientale:

Sulla sponda sinistra del Ticino, a sud della S.S. 341, si affaccia l'area di proprietà comunale "Vita Mayer" (dal nome della nota cartiera). Quest'area, di circa 400.000 mq, è caratterizzata non solo dall'esistenza di specie animali e vegetali di particolare valore ecologico, ma anche dalla presenza della Pila del Ponte altomedievale, attribuita alla seconda metà del XII secolo, ed è attraversata da un sistema di acque, comprendente una roggia ad un laghetto artificiale, e da una rete di percorsi e sentieri che ne collegano le diverse parti. L'area è stata oggetto di un importante intervento di riqualificazione ambientale, promosso dall'Amministrazione Comunale e dal Parco del Ticino, che ne ha visto il recupero sia dal punto di vista naturalistico e storico che dal punto di vista turistico-ricettivo.
Sulla stessa sponda del Ticino, ma a nord della S.S. 341, si trova la Colonia Elioterapica, un'estesa area verde, sempre di proprietà comunale, attrezzata per pic-nic e tempo libero all'aperto. Per informazioni sui periodi e gli orari di apertura rivolgersi in Comune (tel. 0331 899143).
Più vicino al centro del paese, affiancato da una bella pista ciclabile immersa nel verde del Parco del Ticino, scorre invece il Naviglio Grande, che porta fino a Milano e che rientra in quel Sistema dei Navigli Lombardi la cui riqualificazione e valorizzazione è oggi l'obiettivo della società Navigli Lombardi s.c.a.r.l., società creata nel 2003 per iniziativa della Regione Lombardia e alla quale anche il Comune di Turbigo ha aderito.
Da questa imponente rete di acque, da cui si snodano altri canali irrigui, fontanili e rogge (Pietra, Arno e del Molino), si innescò, agli inizi del secolo scorso, lo sviluppo "energetico" del Paese.
Nel settembre del 1904, infatti le acque del Naviglio Grande furono deviate dall'alveo secolare e fatte defluire nel nuovo Canale Industriale, attraverso il quale avrebbero prodotto - con l'impianto idroelettrico di Turbigo, oggi dedicato a Guglielmo Castelli - una rilevante forza motrice (10 MW). Nel 1922 questa "fabbrica madre" diede alla luce il turbighetto (900 KW), primo esempio in Italia di impianto idroelettrico comandato a distanza. Infine nel 1928 Turbigo fu scelta per impiantarvi il primo impianto termoelettrico (30 MW). Tutte queste "presenze" costituiscono oggi quel "Parco dell'Energia" che l'Amministrazione intende istituire per valorizzare le 4 centrali esistenti nel territorio comunale (di cui tre operative), che hanno in comune l'elemento distintivo di Turbigo: l'acqua.



Inquadramento infrastrutturale:

Per arrivarci è possibile uscire al casello di Arluno, Boffalora o Novara est dell'autostrada da Milano-Torino (A4) e seguire le indicazioni. La storia vuole che per raggiungere dai caselli di Turbigo, sia dal Piemonte che dalla Lombardia, si incontri la "via per Turbigo", che risulta essere oggi una strada provinciale realizzata nella prima metà dell'Ottocento per arrivare al "porto di Turbigo", dove c'era il confine di Stato e quindi la Dogana Austriaca. Turbigo si trova sul crocevia di tutte le vie d'accesso al grande aeroporto intercontinentale della Malpensa. Si può arrivare a Turbigo anche in treno con la linea Milano-Novara di Ferrovie Nord-Milano (FNM). Importanti percorsi fluviali, come quello del Naviglio Grande che porta a Milano, il Ticino e la rete dei canali, hanno reso possibile la realizzazione di diversi percorsi ciclabili. In particolare, l'Alzaia del Naviglio Grande turbighese è parte del "sentiero verde Europa 1" (E1), sigla che contraddistingue il percorso che, partendo da Hammerfest (Norvegia), attraversa l'Europa per terminare a Siracusa, dopo aver solcato l'intera Italia e il Parco del Ticino, di cui Turbigo è parte integrante sin dalla sua origine (1974).



Manifestazioni:

Una delle caratteristiche peculiari dei turbighesi è, senza ombra di dubbio, l'attaccamento alle tradizioni, alle radici, alla patria. Risultano infatti essere molto partecipate le feste istituzionali organizzate dall'Amministrazione Comunale. Cerimonie atte a testimoniare l'importanza di alcuni valori basilari per il popolo. Particolarmente apprezzata risulta essere, ogni anno, la sfilata commemorativa per le vie del paese, in onore all'Anniversario di Fondazione della Repubblica, ma anche le cerimonie o le commemorazioni del Giorno della Memoria, del Giorno del Ricordo, dell'Anniversario della Liberazione, dell'Anniversario della Vittoria o della Giornata Nazionale del Sacrificio del lavoro italiano nel mondo e così via. Tra le sagre e le feste di maggiore rilevanza va ricordata a maggio, solitamente la prima domenica del mese, la Festa di S. Vincenzo, con l'esposizione di opere di artisti sull'omonima via addobbata per l'occasione. Come vuole la tradizione, nel primissimo mattino, si tiene la processione nei campi per la benedizione del raccolto. Il lunedì, fiera nel centro storico. Ad agosto per il Santo Patrono (Beata Vergine Assunta), nella serata del 15 agosto sul sagrato della Chiesa Parrocchiale, dedicata alla Beata Vergine Assunta, viene organizzata una tombolata con premi e anguriata. I festeggiamenti veri e propri vengono rimandati alla 3^ domenica di settembre, quando, nel pomeriggio si svolgono giochi folcloristici sull'Allea Comunale "vogasciutta" mentre in serata si tiene una solenne processione per le vie del paese. Il lunedì fiera nel centro del paese. Durante i due giorni di festa viene allestita una mostra collettiva degli artisti del Gruppo Creativo Turbighese.
Ad ottobre, la quarta domenica del mese, si tiene la Festa della Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, con bancarelle sulla via Volta e via Fredda e festa rionale. Viene bruciato il "balon" che rappresenta peccati e mali del mondo. Particolarmente partecipata risulta essere anche la castagnata in paese, che solitamente si svolge il primo e il due di novembre, a cura della Pro Loco locale, che durante l'anno si impegna nell'organizzazione e nella promozione di diverse iniziative.
A dicembre, con scadenza biennale viene eletto il "Turbighese d'Oro".
La consegna del premio avviene in pompa magna presso l'Auditorium davanti ad una moltitudine di persone.
Il turbighese d'oro è colui che si distingue per azioni umanitarie, o per particolari doti meritevoli.
Durante l'anno si svolgono inoltre le feste le feste dei rioni Arbusta, Belvedere, Centro Storico, Naviglio, Rugalet e Scaldasole, oltre a numerose manifestazioni organizzate dalle associazioni sportive locali.
In estate è ormai una consuetudine l'appuntamento con "Estate in festa", organizzata dall'Amministrazione Comunale, mentre nel mese di dicembre l'appuntamento è con "Natale Insieme".



 
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